Fuga da Gargamella
In ufficio abbiamo un buffo modo di ricordare i colleghi che se ne vanno: li coloriamo di blu. Ora, non è che prendiamo un secchio e glielo versiamo in testa, bensì coloriamo la loro faccia sulla foto di gruppo. Non so perché è stato scelto il blu, forse perché era il primo evidenziatore vicino alla scrivania. Io li vedo più come Puffi che finalmente sono scappati dalla gabbia di Gargamella. Perché, in fondo, qui è come essere in quella gabbia: stretta, limitata, con uno che ti vuole costantemente “mangiare” ma che in fondo non lo farà mai perché sa che una volta finiti i suoi Puffi non gli rimarrà nulla. Ed allora ci tocca aspettare e scappare al momento giusto.

Fuga da Gargamella

In ufficio abbiamo un buffo modo di ricordare i colleghi che se ne vanno: li coloriamo di blu. Ora, non è che prendiamo un secchio e glielo versiamo in testa, bensì coloriamo la loro faccia sulla foto di gruppo. Non so perché è stato scelto il blu, forse perché era il primo evidenziatore vicino alla scrivania. Io li vedo più come Puffi che finalmente sono scappati dalla gabbia di Gargamella. Perché, in fondo, qui è come essere in quella gabbia: stretta, limitata, con uno che ti vuole costantemente “mangiare” ma che in fondo non lo farà mai perché sa che una volta finiti i suoi Puffi non gli rimarrà nulla. Ed allora ci tocca aspettare e scappare al momento giusto.

Il ritorno che non ti aspetti
L’unico momento della giornata lavorativa in cui puoi sfogare tutti i tuoi insulti è durante la pausa pranzo. Ogni tanto porti a galla vecchi ricordi, personaggi antichi quasi quanto un Balrog. Peccato che ieri uno di questi personaggi mitologici si è mostrato. Cosa fare? Piegarsi alla volontà del fato e riaffiorare vecchi ricordi? No, meglio piegarsi sul piatto e mangiare come un verro. Pur essendo il gesto non è cortese e il Galateo ti schiafferebbe sul collo, è l’unica salvezza dal purgatorio delle frasi fatte e dalla faccia lavata.

Il ritorno che non ti aspetti

L’unico momento della giornata lavorativa in cui puoi sfogare tutti i tuoi insulti è durante la pausa pranzo. Ogni tanto porti a galla vecchi ricordi, personaggi antichi quasi quanto un Balrog. Peccato che ieri uno di questi personaggi mitologici si è mostrato. Cosa fare? Piegarsi alla volontà del fato e riaffiorare vecchi ricordi? No, meglio piegarsi sul piatto e mangiare come un verro. Pur essendo il gesto non è cortese e il Galateo ti schiafferebbe sul collo, è l’unica salvezza dal purgatorio delle frasi fatte e dalla faccia lavata.